Martedì, 27 Giugno 2017

Come vestirsi per una tavola rotonda a Bologna. E per pensare a quel che sta sotto la superficie

annadare27giugno

Alcuni pensieri sulla tavola rotanda a cui ho partecipato a Bologna. Sulle differenze di genere. Sotterranee

Ora questo titolo è un po’ criptico e lo so. Lo è deliberatamente.


So che stavate aspettando questo post, ma preparatevi perché potrebbe non essere quello che vi aspettavate.


Prima di tutto dirò che la tavola rotonda è stata molto interessante e sono stata felice di avere partecipato. E’stata una bella opportunità, anche di osservare un mondo che di solito non frequento ma che non è lontanissimo dalla comunità di cui faccio parte. Quest’ultima comunità comprende editori, autori, giornalisti, agenti, blogger, critici, uffici stampa, comunicatori, creatori di eventi e via così. Quella che invece era a Bologna era la comunità accademica, e sebbene ci siano tante sovrapposizioni tra le due, ci sono anche rivalità. Quindi osservarle insieme era bello.
I partecipanti alla tavola rotonda sono stati molto interessanti e la discussione era vivace, intensa e serena. Abbiamo pranzato dopo, e anche questo è stato molto piacevole.


Ma c’era qualcosa sotto, qualcosa che non riuscivo a definire, ma che non mi tornava.


E’ stato solo quando mi sono incamminata fuori dallo splendido edificio del MAST, dove si teneva l’evento, verso l’accogliente casa dei miei amici (accoglienti loro e accogliente la casa) che all’improvviso ho capito che cosa mi aveva disturbato.


C’è stato un momento, durante la tavola rotonda, in cui è stato citato il fatto la maggior parte dei lettori sono donne, e che quindi il genere romance stava andando molto bene. C’era una punta di disprezzo, in questo commento, che peraltro c’è sempre quando si parla di romance. Poi però c’è stato un altro momento, di durata assai maggiore, in cui la narrativa dei video game è stata decantata. La loro complessità, la loro sofisticazione. Il genere è sembrato molto attraente e anche serio e nobile seppure di intrattenimento.
Ecco quel che mi sembra ci fosse sotto: gli uomini, a parte i professionisti e quelli molto colti, non leggono. Non leggono più nemmeno i thriller e i romanzi d’azione. Si intrattengono giocando ai video game. Le donne leggono. Si intrattengono leggendo romance. Quindi i video game devono avere qualcosa di più…


Non sto dicendo che ci fosse qualcosa di deliberato da parte degli organizzatori. Penso nemmeno qualcosa di consapevole. Semplicemente il mondo va così. Alle tavole rotonde, nelle situazioni accademiche, nel mondo dell’editoria, i ruoli più importanti sono degli uomini. Le donne ci sono, come no. Ma la vera parità non c’è.


Lo so che suona femminista e anche un po’ arrabbiato. Lo è. L’ho dichiarato spesso, di essere femminista. E quello che mi colpisce del mondo di oggi è come siano sotterranei, nascosti, i modi di prevalenza maschile. Spesso inconsapevoli e involontari, ne sono convinta. Ma presenti nondimeno.
Così mi perdonino gli organizzatori e anche i lettori, che sembra io non sappia apprezzare quel che ho e veda il pelo nell’uovo. Quel che ho lo apprezzo, ma se nell’uovo c’è il pelo non mi riesce di non vederlo. E lo dico perché penso che si potrebbe pure togliere, un giorno non troppo lontano. La parità di genere non è un miraggio, ma qualcosa che si fa giorno per giorno. Anche essendo antipatici, in qualche occasione.


E per esempio sarebbe interessante fare una tavola rotonda sul perché abbiamo questa sorta di disprezzo nei confronti del genere romance, e invece un atteggiamento di apprezzamento verso i video game. Io personalmente non leggo romance e trovo i video game tremendamente noiosi. Ma se la gente li legge o li fa un motivo valido c’è. E si potrebbe fare  un bel dibattito, metà uomini e metà donne. Che ne dite?


Oh, ho dimenticato il vestito, com’ero vestita? Con il mio bel vestito a fiori colorati e i sandali azzurri. Semplice semplice. Voi vedete nella foto del #selfieinthekitchen di oggi, ho i miei bellissimi pantaloni rosa shocking, una vecchia camicia bianca e un giacchino di jeans altrettanto vecchio. Si, perché finalmente ha piovuto e tuonato, e rinfrescato, e ci fa comodo una giacchetta al mattino presto!

 

Buona giornata!
Anna da Re

 

(0)
Non ci sono ancora commenti!
Commenta anche tu!
Nome (minimo 6 caratteri) *
Email *
Commento (massimo 1000 caratteri) *
Inserisci il codice *
Chi sono
Sono Anna da Re e questo è il primo e unico fashion blog per signore giovani dentro. Dove si sorride, si raccontano storie e si guarda ottimisticamente alla vita!
Seguimi
© 2017 Anna da Re - Tutti i diritti riservati - Privacy policy - Credits
buzzoole code