Mercoledì, 03 Maggio 2017

Rupi Kaur, la giovane poetessa che sta rilanciando la poesia

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Sono fortunata e lo so e lo confesso sempre. Quindi ieri sera sono stata invitata ad un aperitivo con Rupi Kaur, autrice di  Milk and Honey, una raccolta di poesie bellissime e di successo

Le siedo di fronte o quasi, in uno spazio accogliente che conosco bene, e lei, Rupi Kaur, è bellissima e giovane e potrebbe essere una che fa qualunque cosa.


Non ha l’aspetto di una poetessa. E’ elegante e raffinata, si vede che è indiana e il colore della sua camicia, un giallo zafferano caldo e intenso, sembra un omaggio al suo paese d’origine. Parla in modo chiaro e leggero, quasi senza accento. Spesso esita prima di dare una risposta. Qualche volta si fa ripetere la domanda, se non è sicura di aver capito.


C’è una sorta di atmosfera riverente che la circonda. Forse perché si è portata una bellissima fotografa che continua a scattare, un operatore video, un’assistente che resta nella stanza di fianco.


Ha venduto più di un milione di copie di Milk and honey, la sua prima raccolta di poesie. Ha seguito un percorso ormai abbastanza consolidato: ha cominciato a pubblicare le sue poesie online, anche su Instagram, costruendosi una community di fan; poi ha deciso di farne un libro, e ha fatto tutto da sola (anche perché studiava design e quindi aveva gli strumenti per farlo, oltre alla voglia di farlo); il libro ha cominciato a vendere bene ed è entrato nella classifica dei bestsellers di Amazon; è stata notata da un editore ed è diventata un vero autore in tutto e per tutto.
Penso che le sue poesie ci portino indietro nel tempo, a quando la poesia era l’unica voce che le persone avevano per esprimere sentimenti, sensazioni, dolori, gioie. Indietro ai nostri antenati, alla poesia orale.


Rupi ci legge alcune delle sue poesie e lo fa come se danzasse ed è molto bello ascoltarla. Io sono d’accordo che la poesia sia nata per essere letta ad alta voce e recitata e mi è chiaro, ascoltandola, che i suoi reading sono stracolmi di pubblico.
Rupi è anche cosciente della tentazione di scrivere le cose che il suo pubblico si aspetta, e della necessità, invece, di restare fedele a se stessa e alla sua voce. Sta editando il secondo libro, in cui ci sono anche sonetti e rime, e proprio scrivendolo dopo il grande successo si è resa conto di questa trappola. A cui starà attenta!


Per essere onesta con voi come sapete che sono e vi aspettate che sia, il libro non l’ho ancora letto. Ho letto solo alcune poesie. Per questo vi parlo solo di Rupi e di quel che ho visto.
Sono stata comunque molto felice di essere stata invitata alla serata, perché c’era qualcosa di magico. Di cui chissà, era magari complice anche il diluvio fuori dalla finestra…


Quindi grazie a Isabella Di Nolfo che mi ha invitato (la ringrazio anche della sua gentilezza e di come seleziona per me gli eventi a cui invitarmi), l’editore Tre60 di cui ho felicemente scoperto l’esistenza, e Chiara, la nostra ospite, con la quale mi sono fermata poi a chiacchierare ben oltre l’orario consentito. Chiacchierare che era anche un po’ lavorare. Perché noi siamo tra le fortunate che amano il proprio lavoro!


 Buona giornata!
 Anna da Re

 

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